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Visualizzazione dei post da Aprile, 2014

Shitstorm? Eh?

Letteralmente "tempesta di... sterco" a.k.a. "shitstorm". Questo termine l'ho appreso pochi giorni fa su Facebook (italianizzato il verbo diventa "shitstormare"). Molto poco aulica come parola così come molto poco nobile è l'azione che essa rappresenta.

Si, ok, non sembra un bellissimo argomento, ma è comunque un fenomeno legato al mondo di Youtube(ambiente che mi appassiona particolarmente, anche nelle sue sfaccettature più trash, perchè... volenti o nolenti... riflette parte della società in cui viviamo), quindi... parliamone!

Lo shitstorming sembra consista nel creare un'azione di massa finalizzata allo spam più becero (spesso basato su insulti) prendendo di mira una pagina facebook. A quanto pare questa pratica è abbastanza in voga nella community di youtube (che, come detto altre volte, purtroppo sembra popolata da un folto numero di "bimbiminkia") dove, all'improvviso, si decide di lanciare un attacco ad uno youtuber e, i…

Condividiamo i nostri giochi tramite Steam Family

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Una volta, non molto tempo fa, si usava comprare un gioco su cd/dvd e poi scambiarlo con amici e parenti. Oggi, almeno per il pc, è sempre più comune l'acquisto di videogiochi in download tramite la piattaforma Steam. In casi come questo, come si potrebbe fare uno scambio?  Beh si potrebbero dare i propri dati di accesso e lasciare utilizzare Steam ad un nostro amico. Ma è cosa buona e giusta? Non proprio. Soprattutto perchè, probabilmente, il nostro account sarà collegato ad una carta di credito. Senza contare che, mentre il nostro amico è collegato con i nostri dati, noi non potremo utilizzare Steam. E allora? Ecco che la famosa piattaforma tira fuori dal cilindro "Steam Family", un metodo di condivisione dei giochi presenti nella nostra libreria che ci permetterà, per l'appunto, di lasciare libertà ad altri account di utilizzare i nostri videogame (e viceversa). La procedura è estremamente semplice, basterà autorizzare l'account del nostro amico o familiare a…

Y Factor: il talent made in Youtube

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Domenica è andata "in onda" la prima puntata di "The Y Factor". No, non è un errore e no, non parliamo di "X factor" (il popolare talent ormai passato dalla RAI a Sky). La Y sta per Youtube e qui, per l'appunto, si cercano talenti youtubici. Ed infatti i partecipanti si sottopongono ai giudici (3 fissi più 2 speciali a puntata) per arrivare a vincere la prima edizione del programma (proprio come il talent di Morgan e company). L'idea, sinceramente, è lodevole. Spesso i "big" della community italiana sono stati accusati di non voler pubblicizzare o lasciare spazio ai "nuovi talenti" per non avere concorrenza. Qui invece si cerca esattamente di fare l'opposto. Al di là di come sia andata la prima messa in onda della live, infatti, non si può negare che i partecipanti non abbiano goduto di una certa visibilità (ci son stati picchi di 1.800 spettatori che, per una live italiana, non son certo pochi). Ma andiamo con ordine. Chi…