"To the moon" - Un piccolo capolavoro

Tra un aggiornamento di un plugin per wordpress e pezzi di html sparsi qua e là, in una caldissima serata di giugno, ho deciso di staccare un po' ed "investire" qualche ora in un gioco (per pc ovviamente). Ne avevo sentito parlare in un video di uno youtuber italiano (MarcusKron) e, complici i saldi estivi di Steam, mi son detto il classico "perchè no?", anche se non è il genere di gioco a cui son abituato, costava solo un paio di euro.
E così mi sono immerso in "To the moon". Si, "immerso", anche se con la diffidenza di chi prova ad entrare in mare ad aprile.


Ma cosa è "To the moon"? Un gioco, più nello specifico un'avventura grafica indie, sviluppata dalla Freebird Games ed uscita nel lontano 2011... ma è anche molto altro. E' uno dei classici esempi in cui la storia, la sceneggiatura, le emozioni vincono sulla grafica, sulle meccaniche e su tutte quelle cose su cui son basati i titoli tripla A degli ultimi tempi. 
Si, infatti la grafica di questo gioco è elementare, pixelosa, e ci riporta quasi ai vecchi titoli di fine anni '80. Insomma è "nulla" se paragonata ai più moderni Battlefield o Call of Duty. Eppure... eppure dopo il primissimo impatto un po' strano ci si renderà conto che questo titolo non può minimamente essere accostato ai più blasonati FPS appena citati. Non ci sarebbe gara. Già, perchè "To the moon" vince a mani basse. Strano vero? Invece, una volta passate le circa 4 ore di gioco, vi renderete conto che è proprio così e lo capirete non con il cervello, ma col cuore. 
In 4 ore questo piccolo grande gioco riuscirà a darvi così tante emozioni che è persino difficile spiegarle ed è, soprattutto, complicato parlare di quanto sia brillante questo indie senza spoilerare nulla.

Sostanzialmente la trama del gioco (riprendendo le parole della stessa casa produttrice) "racconta la storia di due dottori che ripercorrono i ricordi di un uomo che sta morendo per soddisfare il suo ultimo desiderio". E no, non vi dico altro.
Ma attenzione, non è un gioco smielato o patetico. Tutt'altro. Impersonando i due dottori vi troverete immersi in un intreccio di ricordi che vi terrà attaccati al monitor fino alla fine della storia. Si passerà da momenti più ricchi di pathos ad attimi più leggeri che vi strapperanno un sorriso.
Un ruolo, a mio parere, fondamentale lo ricopre la colonna sonora. Le musiche di questa avventura sono semplicemente spettacolari e saranno quel "qualcosa in più" che scardinerà ogni minima diffidenza rimasta a chi, come me, si accosta a "To the moon" da amante di tutt'altro genere di titoli (e vi farà perdonare anche qualche piccola sbavatura grammaticale della versione italiana del gioco).
Non credo ci sia molto altro da dire se non un consiglio: usate 4 ore della vostra vita per vivere quello che non è un semplice gioco... è molto di più.

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