Grafica e Videogiochi

Non saprei ben dire che peso dovrebbe avere la grafica nella valutazione globale di un videogioco. O meglio, non saprei definire la percentuale in cui il fotorealismo influenzi il mio giudizio su un gioco.
Si, lo so che ci sono i fanboy sfrenati della "grafica uber alles" per i quali se non ci sono modelli con 350 zilioni di poligoni il gioco fa schifo, ma io non faccio decisamente parte di quella categoria.

Sono abbastanza vecchio da aver visto i primi giochi (e, signori, si parla di Commodore 16) dove la grafica consisteva in pixel colorati grossi come un t-rex, ma che erano capaci di regalare ore ed ore di divertimento puro. E sono anche (ancora) abbastanza "ragazzino dentro" da essere appassionato di videogiochi, quindi posso benissimo fare un raffronto tra le due ere.
Secondo il mio modestissimo parere, la grafica influenza il giudizio che abbiamo su un videogioco in maniera inversamente proporzionale alla profondità del suo contenuto. Mi spiego meglio: più il gioco ha contenuti accattivanti, nuovi, dotati di trame profonde e meno peso dovrebbe avere l'aspetto grafico ai nostri occhi (certo poi unire le due cose sarebbe il top).
Facciamo qualche esempio pratico.

Quanti di voi hanno giocato a Super Mario? Bene. Vi divertivate un mondo lo stesso anche se la grafica era primordiale? Ci giochereste ancora a distanza di un paio di decenni? Io si, e non solo per "nostalgia". Super Mario è la dimostrazione di quel che dicevo. La sua fluidità, i suoi contenuti, il suo sistema "innovativo" facevano (e fanno) in modo che il giocatore non si fermi più di tanto a pensare "oddio ma non ha 350 zilioni di poligoni".


Altro esempio. I MUD (Multi User Dungeon). Ho giocato a due celebri mud italiani (The Gate e Isylea) e lì la grafica è pressochè inesistente. Tutto in un gioco di questo tipo, infatti, si basa sull'interazione testuale del player con altri player e con l'ambiente ludico. Certo questo tipo di giochi è legato a persone che, spesso, amano anche giochi di ruolo cartacei (specie comunemente definita dagli altri videogiocatori come "nerd") e che sono, quindi, più interessati alle trame ed alle interazioni piuttosto che al realismo, ma sono comunque titoli che coinvolgono talmente tanto da non lasciare il tempo di desiderare i famosi "350 zilioni di poligoni".


Ma, ok, prendiamo un esempio più recente: Skyrim. Il quinto capitolo della saga "The elder scrolls" non brilla certo per texture perfette et similia, ma è uno dei migliori giochi mai esistiti in quanto a contenuti, giocabilità, trama ed evoluzione dei personaggi (non per niente ha vinto il premio come miglior videogioco del 2011).


Oggi come oggi, purtroppo, molti non sanno apprezzare l'importanza delle meccaniche e della profondità di un gioco. Sarà che siamo in un periodo dove la superficialità si manifesta in ogni dove, ma sta di fatto che i fan dei "350 zilioni di poligoni" la fanno da padroni. E il mercato si muove di conseguenza (almeno in parte). L'effetto di tutto questo sono i vari Call Of Duty. Giochi PERENNEMENTE uguali a se stessi nel contenuto, ma che apportano migliorie grafiche ad ogni versione (con incassi record ad ogni uscita). Ricordo ancora la delusione che ho provato nel giocare a Battlefield 3 e scoprire con amarezza che il single player non durava più di qualche ora. E questo è un altro effetto delle richieste dei "nuovi" videogiocatori (si, loro, i bimbiminkia) che vogliono sempre più multiplayer dove sfogare le frustrazioni della vita ammazzando altri giocatori a più non posso e al diavolo la strategia, la trama, i contenuti.

Concludendo... certo una bella grafica in un videogioco ha il suo peso, ma attenzione a non andare dietro alla pura superficialità. Rischierete di acquistare un'auto con la carrozzeria di una Ferrari e la meccanica di uno scooter.

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